Archivio mensile:ottobre 2013

Scoperte le rovine di un edificio di epoca asmonea a Gerusalemme.

Gli archeologi israeliani, della Israel Antiquities Authority, durante i lavori al parcheggio Giv‘ati, nella “Città di David”, non lontano dalla Città Vecchia di Gerusalemme, hanno riportato alla luce i resti di un antico edificio risalente al periodo asmoneo (II e I secolo a.C.). A Gerusalemme è la prima testimonianza di architetture degli Asmonei, la dinastia fondata da Simone Maccabeo che segnò l’inizio del regno di Giudea a partire dal 140 a.C., e mantenne il potere civile e religioso fino alla conquista romana, nel 37 a.C. quando alla guida del governo della regione fu posto Erode il Grande. La scoperta attuale, dunque, colma un importante divario nella conoscenza della storia e dell’archeologia di Gerusalemme.“L’importanza di questa scoperta”, confermano Doron Ben Ami e Yana Tchekhanovets, direttori degli scavi per conto della Israel Antiquities Authority, “è innanzitutto dovuta alla scarsità di costruzioni della Gerusalemme asmonea finora emersa nelle ricerche archeologiche, malgrado tutti gli scavi condotti. A parte alcuni resti di fortificazioni cittadine scoperti in varie parti di Gerusalemme, il vasellame e altri piccoli oggetti, finora non era mai stato trovato nessuno edificio che caratterizzava la Gerusalemme asmonea: questa scoperta colma una sorta di lacuna nella sequenza della storia dell’abitato di Gerusalemme. Così la città asmonea, che ci era già ben nota dalle descrizioni storiche che appaiono nelle opere di Giuseppe Flavio, ha improvvisamente assunto un’espressione tangibile”. L’edificio asmoneo scoperto dagli archeologi si estende su circa 64 mq, per un’altezza fino a 4-5 metri. Si tratta forse dei resti di un forte, che ha restituito vasellame e monete. Le larghe mura della costruzione (spesse più di un metro) sono costituite da blocchi di calcare grossolanamente sbozzati, sistemati fra loro secondo un metodo caratteristico del periodo asmoneo. Benché all’interno della costruzione siano stati rinvenuti parecchi vasi di terracotta, ciò che più ha sorpreso i ricercatori sono state le antiche monete risalenti all’epoca di Antioco III e IV, alcune con il nome di Alessandro Ianneo scritto in greco antico. Ciò conferma che la struttura venne eretta all’inizio del II secolo ed è poi continuata nel periodo asmoneo, durante il quale vennero apportati vari cambiamenti.

frammento di zircone , la roccia più antica mai scoperta sulla Terra ha 4,4 miliardi di anni

E’ stata scoperta in Australia nella regione Jack Hills, e si tratta di un frammento di zircone, un minerale che appartiene al gruppo dei nesosilicati, la cui formula chimica è ZrSiO4.la scheggia di roccia più antica del nostro pianeta ha un’età di 4,4 miliardi di anni. La scoperta è stata realizzata da ricercatori della University of Winsconsin-Madison e pubblicata su Nature .      John Valley, autore della ricerca:“La scoperta dice che la crosta terrestre iniziò a formarsi 4,4 miliardi di anni fa, giusto 160 milioni dopo la formazione del sistema solare”. La crosta terrestre, dunque, iniziò a prendere forma quando il nostro pianeta era ancora in gran parte coperto da un mare di magma molto spesso.                                                                        Secondo il ricercatore, questa scoperta è importante per due motivi: da un lato ci aiuta a capire quale fu la strada seguita dalla vita per evolversi sul nostro pianeta, dall’altra per capire come si sono evoluti anche gli altri pianeti del sistema solare. Secondo Valley la scoperta rafforza l’ipotesi  che la Terra iniziò molto presto a raffreddarsi e permettere all’acqua liquida di scorrere sulla superficie. È molto probabile quindi che già 4,3 miliardi di anni fa il pianeta aveva una idrosfera già sviluppata. E questo avrebbe permesso alla vita di iniziare a manifestarsi poco tempo dopo.

Per determinare l’età dello zircone in questione è stata utilizzata una nuova tecnica che permette di contare letteralmente gli atomi di piombo presenti nello zircone che al suo interno si sono concentrati in seguito al decadimento dell’uranio. La trasformazione dell’uranio in piombo avviene in tempi ben precisi e questo permette di risalire al tempo di formazione di una roccia conoscendo la quantità di uranio che si è trasformato in piombo.

Statua della principessa Iset, ritrovata a Luxor-Egitto

Un gruppo di archeologi egiziano-europei ha  ritrovato una statua raffigurante Iset, una figlia del faraone Amenofi III (1387-1348 a.C.), nella zona di Luxor, nel sud dell’Egitto. Una scoperta eccezionale perché è la prima volta che viene trovato un gruppo statuario che rappresenti padre-figlia. La statua, che è alta 1.70 metri e larga 52 centimetri, faceva parte di un colosso di alabastro alto quattordici metri, che rappresentava appunto il padre. L’annuncio è arrivato dal ministro egiziano delle antichità, Mohamed Ibrahim, che ha precisato che il reperto archeologico è stato trovato da un team di esperti presieduto da una archeologa armena, Hourig Sourouzian, durante i lavori di restauro del tempio funerario del faraone che fa parte della XVIII dinastia e che fu, inoltre, il padre del cosiddetto “faraone eretico” Amenofi IV, meglio noto come Akhenaton, e nonno del più famoso Tutankamon. La giovane Iset,  indossa una parrucca nubiana, quindi nera e gonfia, una lunga tunica e una collana nella mano destra. Il volto, però, appare eroso.Accanto alla base della statua compaiono il suo nome e alcuni titoli come: “Amata da suo padre”, a dimostrazione che fosse la figlia preferita del sovrano.In precedenza Iset era sempre stata raffigurata con genitori e parenti.