Archivio mensile:dicembre 2013

PITTURE RUPESTRI DI DIECIMILA ANNI SCOPERTE IN BRASILE

Mentre studiavano gli animali selvatici nella regione Taboco, del sud-ovest dello stato brasiliano del Mato Grosso do Sul, alcuni scienziati della Wildlife Conservation Society hanno scoperto pitture rupestri fatte da cacciatori-raccoglitori da 10.000 a 4.000 anni fa. Il dottor Alexine Keuroghlian e i suoi colleghi stavano conducendo indagini su alcuni  animali simili a maiali esistenti in quella zona e che percorrono lunghe distanze e sono indicatori ambientali delle foreste in buona salute.I pecari sono vulnerabili alle attività umane, come la deforestazione e la caccia, e stanno scomparendo in vaste aree, dal Messico meridionale al nord dell’Argentina.Seguendo i segnali dei radio-collare che avevano applicato ad alcuni esemplari, il gruppo del Dott. Keuroghlian ha incontrato una serie di formazioni di arenaria in alcune grotte contenente disegni di animali e figure geometriche. Dr Luis Rodrigo Simas de Aguiar, un archeologo,  con l’Università Federale di Grande Dourados, ha stabilito che quelle pitture rupestri sono state effettuate tra i 4.000 ed i 10.000 anni fa dalle società di cacciatori-raccoglitori che hanno occupato le grotte e li hanno usate specificamente per le loro attività artistiche .

lost-pyramids-of-egypt-300x180

I Satelliti scoprono un’altro Egitto sepolto da 3000 anni

Dallo spazio la scoperta archeologica più incredibile del secolo,l’egittologa Sarah Parcak, assistente presso la University of Alabama a Birmingham, scopre un tesoro inestimabile da secoli sprofondato nelle sabbie egiziane:tremilacento insediamenti,più di mille tombe,diciassette piramidi e intere reti stradali. La ricerca finanziata dalla BBC, ha visto al lavoro un’equipe di studiosi condotti dalla Parcak che per oltre un’anno  ha setacciato in lungo e in largo la repubblica araba con il supporto di satelliti geostazionari termografici,dati in comodato d’uso dalla Nasa.Non appena è stata effettuata la scoperta, la dottoressa Parcak ha chiamato il ministro per le antichità di stato concordando con lui le operazioni preliminari a conferma del ritrovamento. Sul posto sono subito arrivati gli escavatori supportati da un team di archeologi francesi per assistere gli scavi; a Tanis sono riaffiorati i primi contorni di un’abitazione coperta dalla sabbia da più di tremila anni,poi a Saqqara, la vasta necropoli situata a trenta chilometri a sud dal Cairo,un’altra conferma delle riprese dei satelliti,la presenza di due piramidi. L’interpretazione dell’analisi termografica effettuata dai ricercatori non solo era perfetta ma apriva la porta allo sviluppo di nuove tecnologie nel campo dell’archeologia. Piena di entusiasmo, la Parcak si è lasciata andare ai microfoni della BBC: “non potevo credere che avremmo trovato così tanti siti in tutto l’Egitto. Rinvenire una piramide è sempre stato il sogno di ogni archeologo. A Tanis, il sito archeologico reso famoso dal film di Steven Spilelberg “Indiana Jones e i predatori dell’arca perduta”, è stata rinvenuta un’antica rete stradale e abitazioni completamente invisibili da terra. Questa tecnologia apre senz’altro la strada a nuove scoperte per gli anni a venire. Sono entusiasta per la mia generazione e per quelle future. Ce n’è abbastanza per le prossime 50 generazioni”.