Archivio mensile:gennaio 2014

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Scoperto tempio dedicato a Minerva sotto il Duomo di Milano

Tornano alla luce i resti del tempio di Minerva sono stati trovati sotto il Duomo di Milano,la scoperta è stata annunciata alla presentazione di altri reperti:i resti del Foro dell’antica Mediolanum,questa scoperta arriva alle soglie dell’Expo 2015.La scoperta è stata causale,i reperti sono stati trovati durante i restauri della Biblioteca Ambrosiana rivelando una piccola parte della Piazza del Foro dell’antica Mediolanum.                                                                          Continuano le  ricerche archeologiche per riportare alla luce i resti di Mediolanum,quella grande città che a partire dal 292 d.C. arrivò ad essere capitale dell’Impero d’Occidente per oltre un secolo, i lavori sono finanziati dalla regione Lombardia e dalla Fondazione Cariplo.         Tutto ciò fa pensare alla Milano sparita e spesso dimenticata cantata nei versi del poeta romano Ausonio,nel 379 d.C.:”Tutto è meraviglioso,vi è abbastanza di ogni cosa,palazzi innumerevoli e ben costruiti e grandi ingegni e gente che ride volentieri.Vi è la doppia cerchia di mura che mostra l’espandersi della città,e il circo,passione del popolo,e il teatro grande coperto,i templi,il palazzo imperiale,la splendida zecca,le famose terme erculee con i portici pieni di statue di marmo,le mura circondate dall’acqua dei fossati.”

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SCOPERTA LA TOMBA DEL FARAONE SENEBKAY

Recenti indagini archeologiche fatte dal Pann Museum e dirette dal Proff.Wegner dell’università della Pennsylvania,hanno fatto una scoperta sensazionale ,la tomba di Senebkay,il faraone sconosciuto che avrebbe regnato oltre 3600 anni fa.La scoperta è avvenuta mentre gli archeologi lavoravano alla tomba di un’altro faraone vissuto in precedenza. Il sito della scoperta si trova nel deserto di Abydos in provincia di Sohag a mille km a sud del Cairo .              Woseribre Senebkay era uno dei primi re della dinastia di Abydos 1600-1650 a.C. è stato trovato poasizionato in una camera sepolcrale in quarzite rossa di quattro camere,in mezzo ai resti della sua bara ,della sua maschera funeraria e del vaso canopico,usato per contenere gli organi.Vissuto circa 3650 anni fa in un’epoca in cui molti governanti si contendevano il potere ponendo le basi per la nascita del Nuovo Regno dell’Egitto che si affermò intorno al 1550 a.C.    Nonostante la tomba di Senebkay sia stata saccheggiata dai tombaroli che hanno fatto a pezzi anche la mummia,il team di Wegner è riuscito a recuperare e riassemblare lo scheletro del faraone,da un primo esame pare fosse alto circa 1.75 m. ed è morto intorno ai quarant’anni.      l nome di Senebkay potrebbe essere apparso in una parte mancante della Lista Reale di Torino, un papiro scritto durante il regno di Ramses II (1.200 a.C. circa) ritenuto contenere la lista più lunga dei re compilata dagli Egizi.Del leggendario papiro dei Re, conservato nel museo egizio del capoluogo piemontese,finora non si era mai avuto la conferma dell’esistenza di questo faraone.

I primi gatti domestici erano egiziani

Furono gli Egiziani ad aver creato l’attuale specie del gatto domestico (Felis silvestris catus). A dirlo sono ricercatori della University of California Davis, capeggiati da Jennifer Kurushima, che hanno estratto il DNA mitocondriale di tre gatti mummificati trovati in tombe egizie e lo hanno confrontato con campioni di moderni gatti domestici e selvatici. I risultati, pubblicati sul Journal of Archaeological Science, hanno dimostrato che le somiglianze con i gatti attuali sono tali da far pensare che l’inizio dell’allevamento di questa specie coincida almeno con il Periodo Tardo, 664-332 a.C. (questa è la datazione delle mummie utilizzate).

Milioni di gatti erano uccisi ritualmente e mummificati per divinità come Bastet e questa mole di “sacrifici” richiedeva naturalmente allevamenti specifici per sopperire alla richiesta. La presenza del gatto nell’arte egiziana risale al 4000 a.C., mentre il caso più antico di un ritrovamento di un gatto, questa volta selvatico, in un contesto antropico è quello di una tomba del 7500 a.C. in un villaggio neolitico cipriota.